L’Istat ha rimarcato il boom dei mutui: più 13,7% annuo. I mediatori creditizi sono preplessi: affermano che i dati nazionali non rispecchiano in modo chiaro l’andamento effettivo del mercato. L’incremento del 2,3 per cento delle compravendite d’immobili, in particolare, non sarebbe reale. Altri dubbi arrivano dagli operatori edili: il dato statistico non corrisponde ad un sentore di ripresa del marcato del mattone.
Anche il Codacons ha grosse perplessità circa una interpetazione positiva e ottimistica dei dati Istat, che sarebbero anzi un indice della crisi in atto: “L’aumento dei mutui – afferma l’associazione – si registra principalmente per via dei bassi tassi di interesse legati alla recessione. I tassi di riferimento per i mutui, come ad esempio l’euribor, dopo aver superato il tetto storico del 5% nel settembre 2008, con lo scoppio della crisi sono progressivamente scesi e nei primi 3 mesi del 2010, a cui si riferiscono i dati Istat, fluttuavano al loro minimo. Ovvio che chi doveva fare un mutuo ha cercato di stipulare il contratto in questo periodo di tassi favorevoli”.
Insomma la crisi è ancora qui, i mutui sono pur sempre un indebitamento, tuttavia chi spera nel futuro non deve lasciarsi attanagliare dalla paura ma mantenere la mente lucida per fare le scelte giuste.